Stampa 2019

Il calcio senza barriere per promuovere inclusione – Tre scuole per bambini e ragazzi disabili del Bologna FC 1909

BOLOGNA – Gli allievi della scuola calcio ‘BFC Senza Barriere’ sono bambini e ragazzi con disabilità di vario tipo che indossano la divisa ufficiale del Bologna FC 1909 e partecipano agli eventi ufficiali della società, insieme alle altre squadre giovanili. Giocano allo stadio Dall’Ara e ogni tanto viaggiano anche sul pullman ufficiale della prima squadra, hanno età diverse e giocano in formazione mista, maschi e femmine. Si allenano più volte a settimana, scendono in campo, si divertono e si mettono in gioco, sotto la supervisione di allenatori esperti.
“Vedi quel ragazzino? È autistico: quando è arrivato non scendeva nemmeno le scale della gradinata, non varcava l’entrata. Oggi è in campo come tutti e si allena regolarmente”, spiega Giovanni Grassi, uno dei fondatori e animatore della maggior parte delle iniziative dell’associazione. Gli allenamenti durano un’ora e mezza ed iniziano sempre con l’inno della squadra, che si canta e balla tutti insieme, in cerchio, tenendosi per mano. Dopodiché si inizia il riscaldamento a gruppi, ognuno secondo le proprie possibilità e attitudini.
Gli allenatori sono parecchi, quasi in rapporto 1 a 2, perché i giocatori richiedono un’attenzione particolare: qualcuno si trova meglio con certi esercizi, qualcun altro con altri. Quando poi inizia la ‘partitella’ si gioca quasi sempre il cosiddetto calcio camminato, una tecnica per evitare di farsi male evitando i contrasti fisici e contenendo la tensione agonistica.

“Alcuni prendono molto male la sconfitta, altri hanno il cuore un po’ debole; e così bisogna trovare delle soluzioni perché tutti si divertano ma nessuno corra dei rischi”, prosegue Grassi, e Roberto, un altro allenatore aggiunge, sorridendo “a volte la soluzione migliore potrebbe essere quella di finire la partita in pareggio per non provocare dei dispiaceri. Tra noi adulti lo chiamiamo il ‘metodo Moggi’ perché richiede qualche ritocco al risultato reale”.
Il concetto di fondo è utilizzare lo sport come strumento per lo sviluppo dell’autonomia e della creatività, per il raggiungimento di un maggior benessere psicofisico, per l’inclusione sociale e l’integrazione. Gli allenatori ci tengono infatti a precisare: “noi mettiamo a disposizione le nostre conoscenze decennali nell’allenamento e la nostra passione per il calcio ma, soprattutto all’inizio, è stato fondamentale l’affiancamento di Silvia Sassatelli, che è educatrice e ci ha formati sulle varie forme di disabilità, che cosa implicano e come è bene comportarsi in determinate situazioni. Alcuni genitori, dopo le prime volte in cui sono rimasti a controllare che tutto andasse liscio, oggi hanno capito che i figli qui sono al sicuro e quest’ora e mezza la possono sfruttare per prendersi una pausa, per andare in piscina a nuotare o per fare la spesa. È un momento anche per loro, in cui possono distrarsi”.
Quando il progetto è nato, nel 2016 a Castel San Pietro Terme, si chiamava solo ‘EDU In-Forma(Zione) Renzo Cere’ Bologna’ ed era un esperimento inclusivo di avviamento sportivo, rivolto a bambine e bambini, ragazze e ragazzi con disabilità. Proposto da Giovanni Grassi insieme ad altri quattro soci fondatori, è stata la prima scuola calcio in Italia ad avere avuto il riconoscimento nell’ambito della disabilità da parte dell’A.I.A.C. (Associazione Italiana Allenatori Calcio). Nel 2018 il Bologna Fc 1909 ha ‘adottato’ le scuole calcio EDU In-Forma(Zione), creando quello che oggi si chiama ‘BFC Senza Barriere’: i partecipanti giocano in rossoblù e vestono l’abbigliamento ufficiale del Bologna. È la prima società italiana di serie A che si impegna in un’iniziativa del genere.

Gli allenatori del settore giovanile rossoblù collaborano con gli istruttori delle scuole calcio BFC Senza Barriere che oggi sono diventate tre: quella di Castel San Pietro Terme presso il centro sportivo Casatorre, quella di Imola presso il centro sportivo Zolino e quella di Bologna, presso il centro sportivo Barca.

17/04/2019 Il valore dello sport (Alice Pani)

Il calcio senza barriere per promuovere inclusione